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C1) Planimetrie


Si riportano le indicazioni più significative da seguire per la redazione delle planimetrie.
• Le planimetrie devono essere disegnate normalmente in scala 1:200, mentre per le unità di dimensioni contenute è consentita la scala 1:100 o 1:50. Per le u.i.u. di grandi dimensioni è consentita la scala 1:500 o superiore (1:1.000, 1:2.000).
• La scala di rappresentazione deve essere corretta ed unica all’interno della singola scheda.
• Il simbolo dell’orientamento della rappresentazione grafica (Nord) è parte integrante del disegno della planimetria e deve essere disegnato all’interno del riquadro preferibilmente in basso a destra.
• È obbligatorio scrivere le altezze dei locali:
o unità con altezze uniformi: va indicata una sola volta;
o unità con locali aventi altezze diverse: opportuno indicarle in ogni ambiente;
o locale con altezza variabile: indicare l’altezza minima e massima;
o si devono evidenziare con linea tratteggiata le parti che hanno altezza inferiore a m. 1,50 riportando la linea virtuale che ne evidenzia la proiezione a terra;
o i valori delle altezze sono espressi in metri con arrotondamento ai 5 cm. misurati da pavimento a soffitto, tuttavia il professionista ha facoltà di riportare la misura reale, con arrotondamento al centimetro (Nota n. 17471/10).
• La rappresentazione delle corti esclusive deve essere redatta senza interruzione delle linee di confine e quindi della loro estensione; nel caso di corti esclusive di estensione tale che la rappresentazione alla scala ordinaria dell’unità immobiliare (1:200) ecceda il formato disponibile, la corte potrà essere rappresentata in una scheda separata, nella scala più opportuna; conseguentemente, al medesimo identificativo catastale vengono associate più schede con diverse scale di rappresentazione; nel caso in cui l’unità immobiliare e la corte esclusiva siano identificate da particelle diverse o da subalterni diversi, gli stessi possono essere riportati nella planimetria.
• Indicare la destinazione di tutti i vani accessori diretti e indiretti, per la cucina è consentito l’utilizzo del simbolo “K”, mentre per gli altri accessori si fa riferimento alle prassi già consolidate, per esempio: “ingresso”, “corridoio”, “bagno”, “w.c.”, “w.c.- doccia”, “ripostiglio”, “veranda”, “vano buio”, “soffitta”, “cantina”, “legnaia”, “retro”, ecc.
• L’unità rappresentata deve contenere l’indicazione dei muri delimitanti gli ambienti ivi compresi quelli perimetrali dell’unità immobiliare, anche se in comunione; ogni muro deve essere sempre delimitato da linee continue, anche allo scopo di un corretto calcolo della superficie (poligoni). Qualora sussistono oggettive difficoltà nella misurazione di tali spessori ed in particolare dei muri delimitanti le unità immobiliari contigue, il tecnico ne stima la dimensione, riportandola nella planimetria. Tale circostanza è menzionata nella relazione tecnica (Nota n. 17471/10).
• Il disegno non deve contenere retinature, arredi, informazioni superflue quali le indicazioni dei nominativi dei confinanti, le campiture o i riempimenti che pongono in evidenza muri portanti e pilastri o altri manufatti edilizi.
• L’indicazione del piano deve trovare corrispondenza con i dati del quadro “U” della dichiarazione Docfa.
• Le dizioni piano “sottotetto” o piano “rialzato” devono essere accompagnate dal numero di piano, ad es: “piano terzo (sottotetto)”, “piano terra (rialzato)”, “piano primo sottostrada (seminterrato)”.
• Sono accettabili nell’elaborato grafico le dizioni di piano “soppalco o piano “ammezzato.
Il piano soppalco viene solo indicato in planimetria e non trova corrispondenza nel quadro U e nell’elaborato planimetrico.
I piani ammezzati in planimetria vengono indicati come intermedi rispetto a due piani. (Es. “piano ammezzato tra terra e primo”). Nel quadro U viene indicato il solo piano più basso, (nell’esempio precedente “piano terreno”).
• Il disegno dell’unità immobiliare deve essere essenziale nella rappresentazione della parte esclusiva di proprietà ma è necessario disegnare la posizione del vano scale e del corridoio di accesso alla unità immobiliare, nonché gli identificativi catastali delle u.i.u. adiacenti o l’indicazione “altra u.i.u.” (preferita) (Circolare n. 4/2009).
• Nel caso di planimetrie di u.i.u. di fabbricati presentati in assenza di elaborato planimetrico va riportata inoltre la rappresentazione della sagoma del fabbricato (Circolare n. 4/2009). Si rende necessario, per un corretto classamento, riportare in planimetria anche le parti comuni dell’unità immobiliare, qualora presenti in quella da variare (esempio corti, c.t., lavanderie, vani scala). Si rammenta, inoltre, che qualora il perimetro del fabbricato non rientri nel formato della scheda, è sufficiente un semplice accenno, limitandone la rappresentazione alle parti limitrofe all’unità immobiliare.
• In caso di stralcio di una u.i.u. non funzionalmente autonoma (è il tipico caso dello stralcio di vano o porzione di esso), qualora non vengano ancora fisicamente eseguiti i lavori di separazione, ciascuna nuova unità immobiliare avrà una scheda planimetrica autonoma; in ogni scheda andranno rappresentate con linea tratto e punto le linee di divisione tra le diverse porzioni e con linea tratteggiata la porzione di u.i.u. complementare.
Si rammenta che, con la nuova procedura, l’esatta consistenza delle parti comuni (beni comuni non censibili) è rappresentata sull’elaborato planimetrico (Circolare n. 9/2001).

esempi planimetrie

Come interpretare la planimetria


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